Kalicaos, il calice dei libri Anno 2 – Numero 1 – Epifania 2026
Copertina e titolo:
la prima pagina di questa rubrica continua a essere rimaneggiata, in un continuo travaglio e cambiamento di titoli e immagini di copertina, segno di una ondivaga incertezza di metodi e contenuti. Anzi, segno di caos, che infatti rimane nel titolo, insieme alla terribile Kalì e al calice, simbolo di convivialità e condivisione. L’unica cosa ferma è che si parla di libri, tanti libri.
Il caos, d’altronde, è associato alla complessità e alla molteplicità (1): è tale la quantità di materiali che premono e sgomitano per entrare in questo modesto spazio che, a parte rischiare doppioni e confusioni, ci vorrebbe proprio il dono dell’ubiquità, il potere magico di spiattellare tutto insieme. Invece, si sa, il tempo è stato inventato appunto affinché le cose non accadano “tutte simultaneamente”, e di fatto quella che mi ritrovo, più che l’ubiquità, è un’infinità di dubbi, radicali, metodici, iperbolici e diabolici: la dubbiquità.
Nelle immagini, oltre al Pensatore che può essere anche Abele, o Copista e Amanuense (Bartleby, Bouvard e Pécuchet…) e alla sua partner che può essere Kalì o Calipso (“Colei che nasconde” col “velo di Maya”, in attesa dello svelamento dell’ apo-calisse), ho riproposto un disegno dell’anno scorso e infine un riquadro vuoto.
In quest’ultimo, potrà eventualmente trovare posto un ulteriore personaggio-mascotte che mi è congeniale, il sociopatico “Raffaele” di Luciano De Crescenzo (2). Oppure, meglio, Pier Damiani (v. Introduzione). O ancora, un altro disegno, che raffiguri il cerchio e la botte.
Il “Cerchio dell’anno” sarebbe l’interesse, i libri letti e trascritti annualmente, mentre la Botte sarebbe il capitale (dilapidato?), ossia la vita intera, che si riempie di libri man mano che si svuota di tempo. Il loro rapporto è di 1 a 50 o più, nel senso che ogni anno si aggiunge un cerchio (cfr. il migliaio o quasi elencati per il 2025), ma decine di volte di più sono quelli già in lista d’attesa e, probabilmente con buona pace, destinati a rimanervi… (3)
(1) Si veda su You Tube il video “Forme del caos” di Massimo Cacciari, dove il filosofo pone appunto il Caos, nell’originario senso etimo-mitologico, a sigillo della nostra epoca storica.
(2) Luciano De Crescenzo, Raffaele (Mondadori, 1978)
(3) v. schizzi alla pag.seguente
