A partire da questo numero ( che porta il numero 5, dopo l’uscita della monografia su Qohelet), Kalicaos diventa Lybrids, titolo che ibrida hybris e librìdine: in pratica, la “follybris” o la “biblidiozìa” di un “biblidiota” che vorrebbe, agostinianamente, svuotare il mare.
Nel vano tentativo di domare e dare un minimo di ordine al caos, provo a trasformare il calice delle “degustazioni” nella corolla di un settifoglio. Un fiore i cui petali potranno di volta in volta variare di numero sequenza e ampiezza, ma con pressapoco sempre gli stessi temi generali: Filosofia e religione, Storia e attualità, Scienza e tecnica, Letteratura e lettura, Eros e Psiche, Arte e Varie, ecc. Ci sarà sempre, inoltre, uno spazio Poesia e una sezione jolly, prima o ultima pagina “in evidenza”, elastico contenitore che potrà anche essere preponderante.
Parallelamente, sto lavorando anche alla FantA.I. o BaNanArt, rubrica di immagini create con l’I.A. ( di cui è uscito il primo numero, e che in parte guarniscono anche Lybris).
Quanto durerà questo gioco? Ancora cento, duecento mesi, o anche solo un paio? Nel primo caso, con altrettante uscite, potrei forse restituire un migliaio di libri… Ma intanto, se la botte degli “arretrati” è già immensa, aumenta il cerchio delle nuove acquisizioni, si gonfia a dismisura, rischia la rottura. Nel mio “angolo Beatles” (lo scaffale, infestato da scarafaggi, dove parcheggio i libri che continuo compulsivamente a prendere nelle biblioteche), premono e debordano sempre nuove ondate di volumi – che pure sono una porzione infinitesima dell’immane produzione editoriale, senza contare l’assurda infosfera, coi suoi social e metaversi…-
Eppure ormai i libri, più che leggerli, li sorseggio e assaporo, li annuso e pilucco, li accarezzo … E ne spremo succhi sempre più avari e concentrati, che distillo in questi amari calici.
Li avrei voluti più dolci, in realtà. Al contrario delle nozze di Cana, contavo di servire prima i vini migliori, lasciando per dopo gli scadenti. Ma so che andrò random e randagio, al solito, come i buoi nella meliga.