Buntu e la vita in ordine alfabetico
Diario di un lettore straniero aspirante domatore del Libro Infuriato
Romanzo a puntate di Luigi Franco
Buntu e la vita in ordine alfabetico
Diario di un lettore straniero aspirante domatore del Libro Infuriato
Romanzo a puntate di Luigi Franco
… sono anni, quindici anni, dal 2011, che vado ripetendo con tanti e tante altre che i territori marginali, un tempo ben serviti dal treno, trascineranno nella loro involuzione tutto il paese.
Non sono un appassionato del treno.
Il treno, però, è un mezzo di comunicazione terrestre indispensabile, per sostenere la vita nel suo complesso, soprattutto per i luoghi più dimenticati. In questi “spazi” – in cui l’oblio sembra vivere – in realtà c’è una forza, un’energia che contagerebbe gli abitanti, specie i giovani ivi residenti e questo fenomeno che definirei “sviluppo naturale delle competenze” aiuterebbe la penisola italica a non regredire in tutti i suoi sistemi!
Ci sarà mai un politico, una politica, un partito che comprenda la necessità di ricostruire la rete ferroviaria marginale italiana e ciò soprattutto per far ripartire la nostra produzione industriale,
… Qualche lettore di quanto ho scritto sopra si domanderà: “cosa centra il treno nei territori marginali con lo sviluppo industriale italiano?” “Non sono gli investimenti dei conosciuti fondi d’investimento che permettono la crescita economica nel nostro paese?”
Già! Siamo abituati a leggere la realtà in modo monadico, al massimo diadico, poco in modo globale. Una lettura globale della realtà ci farebbe comprendere che le spinte vitali, innovative, tra cui quella imprenditoriale , si realizzano in luoghi in cui l’essere umano vive in modo integrato nello spazio e nel tempo. In luoghi in cui l’armonia naturale si fa bellezza. Non è sufficiente la spinta, pur necessaria, del riscatto sociale per creare impresa da parte dei giovani o delle giovani che domani saranno i nuovi leader di qualche azienda . I giovani e le giovani che creeranno impresa hanno bisogno di vivere in luoghi armoniosi, la cui aria, acqua, terra e sole siano “puri, e a “portata di mano”.
Se si provasse ad analizzare in quali zone del nostro paese sono nati e cresciuti più imprenditori si scoprirebbe che la maggior parte di essi/e provengono da piccoli comuni o da città a misura d’uomo/donna.
E il treno cosa ha a che fare con tutto quanto ho appena scritto?
Il treno permette, permetterebbe, garantendo una comunicazione, una mobilità sicura ed efficiente a più persone di vivere e popolare le zone marginali in quanto sarebbero servite da un servizio di qualità.
Nelle metropoli, dove l’inquinamento, il caos, il rumore, la carenza di bellezza, dove i 4 elementi- aria acqua, terra e sole – non sono compiutamente integrati nella vita delle persone, diviene assai arduo essere inventivi e propositivi. Questo è uno dei motivi per cui da 15 anni ritengo che investire sulla rete ferroviaria marginale, periferica, rispetto al torinese, sia un ottimo investimento anche industriale.
Con il sodalizio degli spiriti-liberi .it dal 2011 ho/abbiamo organizzato, anche per questo motivo, decine di convegni convegni per l’inculturazione ferroviaria della Granda, del Piemonte e del ponente ligure cfr.https://www.spiriti-liberi.it/2022/09/14/i-convegni-per-inculturare-limportanza-del-trasporto-integrato-nel-nostro-territorio-trenobicigommanaveaereo/

La stampa del 18 Maggio 2026 pag. 40
La matrice della Teoria dell’Organizzazione Umana – TOU
La Teoria dell’ Organizzazione Umana, TOU – di A. Rubbo Muller, antropologo brasiliano, laureatosi ad Oxford nel 1946 – complessificata dal Prof. Waldemar de Gregori.
Analizzare e pianificare secondo la TOU permette di considerare la complessità della realtà, tanto più che ogni sistema è uno più gli altri 13, tautologia.
Tutti i sistemi hanno la medesima importanza. In ogni iniziativa o altro che si pianifica ed analizza vi e’ il sistema centrale, asse e di conseguenza gli egemonici, incantati, ecc…
La matrice esposta nell’allegato (Schema della TOU) e’ solo la seconda dimensione della TOU. Bisogna ancora inserire la prima e la terza dimensione al fine di rappresentare compiutamente il quadro di riferimento globale che si può vedere nella foto allegata a seguire.

Il libro verrà presentato e regalato alle amiche, agli amici e a qualche conoscente nell’autunno 2026
INDICE
Introduzioni
Presentazioni
Cap.1-Un po’ di storia personale pag. 22
Cap.2-Ambiente pag. 57
Cap.3-Scuola, educazione, formazione pag. 105
Cap.4-Turismo pag. 144
Cap.5-Mobilità/logistica, il treno, … pag. 158
Cap.6-La salute pag. 193
Cap.7-Separazione bancaria, 7A, pan-federalismo pag. 211
Cap.8-Sodalizio www.spiriti-liberi.it pag. 240
Cap.9-Energia del novilunio e del plenilunio pag. 253
Cap.10-Le persone pag. 265
di franco luigi del 21 2 2026 Lybr 6 Biopoesia
Rubrica di degustazioni librarie ovvero Confessioni di un lettore sfinito a cura di Luigi Franco
SOMMARIO della Degustazione 6
Nota introduttiva Lybrids 6: BIOPOESIA
Gianni Rinaudo, Scritti autobiografici (inediti)
Simon Boas, Morire. Istruzioni per l’uso (Garzanti, 2025)
Richard Holloway, Guardare lontano. Per una spiritualità senza religione (Ponte alle grazie, 2005)
PUER ovvero il Pan-federalismo: la “Repubblica universale della Terra”.
A partire da questo numero ( che porta il numero 5, dopo l’uscita della monografia su Qohelet), Kalicaos diventa Lybrids, titolo che ibrida hybris e librìdine: in pratica, la “follybris” o la “biblidiozìa” di un “biblidiota” che vorrebbe, agostinianamente, svuotare il mare.
Nel vano tentativo di domare e dare un minimo di ordine al caos, provo a trasformare il calice delle “degustazioni” nella corolla di un settifoglio. Un fiore i cui petali potranno di volta in volta variare di numero sequenza e ampiezza, ma con pressapoco sempre gli stessi temi generali: Filosofia e religione, Storia e attualità, Scienza e tecnica, Letteratura e lettura, Eros e Psiche, Arte e Varie, ecc. Ci sarà sempre, inoltre, uno spazio Poesia e una sezione jolly, prima o ultima pagina “in evidenza”, elastico contenitore che potrà anche essere preponderante.
Parallelamente, sto lavorando anche alla FantA.I. o BaNanArt, rubrica di immagini create con l’I.A. ( di cui è uscito il primo numero, e che in parte guarniscono anche Lybris).
Quanto durerà questo gioco? Ancora cento, duecento mesi, o anche solo un paio? Nel primo caso, con altrettante uscite, potrei forse restituire un migliaio di libri… Ma intanto, se la botte degli “arretrati” è già immensa, aumenta il cerchio delle nuove acquisizioni, si gonfia a dismisura, rischia la rottura. Nel mio “angolo Beatles” (lo scaffale, infestato da scarafaggi, dove parcheggio i libri che continuo compulsivamente a prendere nelle biblioteche), premono e debordano sempre nuove ondate di volumi – che pure sono una porzione infinitesima dell’immane produzione editoriale, senza contare l’assurda infosfera, coi suoi social e metaversi…-
Eppure ormai i libri, più che leggerli, li sorseggio e assaporo, li annuso e pilucco, li accarezzo … E ne spremo succhi sempre più avari e concentrati, che distillo in questi amari calici.
Li avrei voluti più dolci, in realtà. Al contrario delle nozze di Cana, contavo di servire prima i vini migliori, lasciando per dopo gli scadenti. Ma so che andrò random e randagio, al solito, come i buoi nella meliga.
Tra tanti calici e assaggi ho la testa che gira, e Kalicaos cambia ancora nome, diventando Lybrids. Titolo che ibrida la hybris dei libri (ma non solo) con la libido sciendi ( o libridine, o libido in genere, insomma la materia di cui l’uomo è fatto), che a sua volta richiamano Nemesis e le Furie.
Una specie di bibliofollia che induce a “bere il sapere” fino alla dipendenza, alla cirrosi, al coma (1) Lybrids tenta di correre ai ripari, di darsi una regola, o una regolata. Da un lato, continuo con antologie e calici di degust-citazioni, cercando di dargli un’organizzazione tematica, un “settifoglio” tematico, comprendente le categorie Filosofia e religione, Storia e attualità, Scienza e tecnica, Letteratura e lettura, Eros e Psiche, Arti e Varie (v. il prossimo numero), dall’altro provo ad affiancare delle monografie per soggetti, ma anzitutto per autori.
Iniziando con quello che per me è il misterioso capostipite, il biblico Ecclesiaste, Qohélet.
A complicare ulteriormente il quadro, intendo cimentarmi in esperimenti artistici (autistici?) realizzati con l’ausilio dell’Intelligenza Artificiale ( per ora Nano Banana, ovvero Gemini di Google): “A.I.magine”, o “bAInanArt”, una rubrica di “fantA.I.” (vedi, dopo il recente numero 0, il n.1 di prossima pubblicazione). Il tutto adatto, forse, più che a un sito di Pedagogia globale, a uno di Fantasia – o megalomania, o meglio melanconia – globale… Ma, mentre approfitto della generosa ospitalità di questo spazio virtuale, oltre che la qualità mi preoccupa la quantità.
Ho fatto due conti. Supponendo di aver raccolto, in oltre cinquant’anni di lavoro da ri-scrittore o tra-scrittore, l’ uno per cento di circa cinquemila libri, fa qualcosa come diecimila pagine. Le quali vanno sempre crescendo, come gli interessi sul debito pubblico: vedi il proverbio del cerchio e la botte (2).
Propongo in questa nuova rubrica, di carattere grafico e sperimentale ma soprattutto ludico, varie
serie di immagini create con l’Intelligenza Artificiale (in particolare “Gemini Nano banana”).
Senza avere alcuna competenza, mi sono avvicinato di recente a questa nuova e prodigiosa
tecnologia, provando a creare delle composizioni per divertire un nipotino, giocando ad accostare
personaggi di cartoni e fumetti, paesaggi e ambienti surreali, esotici mix di creature di fantasia.
I “prompt”, scritti o vocali, sembrano quasi un fiat divino da cui scaturiscono in pochi attimi le
creazioni più complesse e buffe, talora imprevedibili, sempre sorprendenti.
Proverò dunque a presentare qui alcune di tali immagini, cercando per quanto possibile di ordinarle
per soggetti e categorie:
◦ Cartoni e fumetti
◦ Terra e geografia
◦ Stelle e astronomia
◦ Poesie e citazioni
◦ Fantasie varie
Kalicaos, il calice dei libri Anno 2 – Numero 1 – Epifania 2026
Copertina e titolo:
la prima pagina di questa rubrica continua a essere rimaneggiata, in un continuo travaglio e cambiamento di titoli e immagini di copertina, segno di una ondivaga incertezza di metodi e contenuti. Anzi, segno di caos, che infatti rimane nel titolo, insieme alla terribile Kalì e al calice, simbolo di convivialità e condivisione. L’unica cosa ferma è che si parla di libri, tanti libri.
Il caos, d’altronde, è associato alla complessità e alla molteplicità (1): è tale la quantità di materiali che premono e sgomitano per entrare in questo modesto spazio che, a parte rischiare doppioni e confusioni, ci vorrebbe proprio il dono dell’ubiquità, il potere magico di spiattellare tutto insieme. Invece, si sa, il tempo è stato inventato appunto affinché le cose non accadano “tutte simultaneamente”, e di fatto quella che mi ritrovo, più che l’ubiquità, è un’infinità di dubbi, radicali, metodici, iperbolici e diabolici: la dubbiquità.
Nelle immagini, oltre al Pensatore che può essere anche Abele, o Copista e Amanuense (Bartleby, Bouvard e Pécuchet…) e alla sua partner che può essere Kalì o Calipso (“Colei che nasconde” col “velo di Maya”, in attesa dello svelamento dell’ apo-calisse), ho riproposto un disegno dell’anno scorso e infine un riquadro vuoto.
In quest’ultimo, potrà eventualmente trovare posto un ulteriore personaggio-mascotte che mi è congeniale, il sociopatico “Raffaele” di Luciano De Crescenzo (2). Oppure, meglio, Pier Damiani (v. Introduzione). O ancora, un altro disegno, che raffiguri il cerchio e la botte.
Il “Cerchio dell’anno” sarebbe l’interesse, i libri letti e trascritti annualmente, mentre la Botte sarebbe il capitale (dilapidato?), ossia la vita intera, che si riempie di libri man mano che si svuota di tempo. Il loro rapporto è di 1 a 50 o più, nel senso che ogni anno si aggiunge un cerchio (cfr. il migliaio o quasi elencati per il 2025), ma decine di volte di più sono quelli già in lista d’attesa e, probabilmente con buona pace, destinati a rimanervi… (3)
(1) Si veda su You Tube il video “Forme del caos” di Massimo Cacciari, dove il filosofo pone appunto il Caos, nell’originario senso etimo-mitologico, a sigillo della nostra epoca storica.
(2) Luciano De Crescenzo, Raffaele (Mondadori, 1978)
(3) v. schizzi alla pag.seguente