Abbozzi autunnali – di Luigi Franco – Corneliano 14 Novembre 2025

Abbozzi autunnali
“Dove eravamo rimasti?”, come disse in quel tempo Enzo Tortora tornando a Portobello…
Durante la lunga pausa estiva ( semestre dedicato, nel mio caso, in buona parte alla cura
dell’orto, cosa su cui mi riprometto di tornare) questo sito è rimasto un po’ in stand by, con
la notevole eccezione del Convegno di Lequio sui piccoli Comuni.

Naturale che, inaugurando ora il semestre invernale a San Martino, occasione di traslochi e rinnovi nella
tradizione contadina, ci si ritrovi un grande imbarazzo nella scelta dei temi da trattare.
Anche perché un luogo di dialogo votato alla Pedagogia Globale non può che spaziare
attraverso lo scibile universale, dall’Antropologia filosofica fino alla Zoologia reale o
fantastica, passando per la Cosmologia quantistica e oltre. Già solo il cinquantenario della
morte di Pasolini meriterebbe il giusto rilievo; l’attualità geopolitica, poi, offre spunti a iosa,
come le atroci guerre in corso con relative corse al riarmo, o la crisi ecologica che si
aggrava tra negazionismi e COP fallimentari, o ancora una iper-tecnologia che,
Intelligenza Artificiale in testa, è sempre più un Golem scatenato e fuori controllo. Intanto,
continua a crescere vertiginosamente il folle scandalo dell’ingiustizia, di cui i mille miliardi
di dollari a Musk , o i 50 mila miliardi in mano a tre mega-fondi statunitensi, sono solo i
casi più recenti. Parlo di giustizia economica e sociale perché, invece, è noto che il nostro
attuale governo si riferisce più volentieri al fatto di mettere la magistratura in condizione di
non disturbare i manovratori; allo stesso modo che, quando parla di pace, si riferisce
preferibilmente a quella… fiscale. A proposito di manovratori e legge di bilancio, puntuale
è stata ancora una volta la levata di scudi contro la sacrilega ipotesi di una patrimoniale, in
ottemperanza all’articolo 53 della Costituzione. Ancorché minima, quale sarebbe, ad
esempio, quella proposta dall’economista e storico Alessandro Volpi (1): l’ 1% sui
patrimoni superiori ai 2 milioni di euro ( cioè 350 mila contribuenti su un totale di 43
milioni), quanto basta a impedire lo smantellamento totale dello Stato sociale, garantendo
un gettito annuo di una ventina di miliardi (più della stessa manovra finanziaria 2025). Se
poi, già che ci siamo, si volesse fare una più seria redistribuzione a favore di redditi
minimi, sanità, scuola, beni comuni e servizi pubblici in genere, l’ aliquota potrebbe anche
diventare il 2, o il 10 per cento. O il 20, o il 50, perché no? Dopotutto, ritrovarsi con un
milione di euro anziché due non stravolge la vita, tanto meno a chi non possiedo solo
milioni, ma miliardi.
Di questo e altro mi piacerebbe discutere, ma ovviamente non c’è solo l’attualità, la
“triste scienza” economica, la dantesca “aiuola che ci rende tanto feroci”… Ci sono anche
l’arte e la letteratura, i grandi temi morali e universali, le eterne questioni fisiche e
metafisiche, con cui non mi dispiacerebbe cimentarmi. (2)

(1) v. la pagina Facebook “Economia Politica Giustizia Lavoro nella Visione Globale Micro
e Macro”
(2) Dicevo del periodo estivo trascorso nei lavori orticoli: siccome il mio orticello dista da
casa quasi un chilometro, lo percorro a piedi un paio di volte al giorno, sempre con un libro
in mano. Così in questi mesi ho letto e annotato centinaia di libri, che si aggiungono alle
migliaia già accumulati in circa cinquant’anni da pendolare. Molti di essi sono davvero
interessanti e mi piacerebbe condividerli. Magari ci proverò nelle prossime puntate.

Convegno di Lequio T. sui Piccoli Comuni. Qualche breve riflessione in margine

Sabato 27 settembre 2025 si è svolto a Lequio Tanaro (CN), organizzato dal sodalizio

Spiriti Liberi, un convegno sui Piccoli Comuni, quali potenziali fattori di “sviluppo delle

eccellenze e competenze italiane” e di “integrazione e competitività territoriale”.

Tematiche quanto mai stimolanti, così come significativa è stata la presenza tra i relatori,

oltre che di sindaci e amministratori locali, di docenti universitari, esponenti delle realtà

produttive e industriali, ecc.

Si è infatti parlato di tessuto economico e lavorativo, di

servizi e infrastrutture quali i trasporti e le energie rinnovabili, e più in generale delle

condizioni per contrastare o invertire lo spopolamento delle zone “marginali”. Per fare

qualche semplice esempio, in Italia 44.000 chilometri di rete idrica “colabrodo”

richiederebbero interventi urgenti; quanto al monopolio del trasporto privato e su gomma,

esso fa sì che la prima causa di morte e di invalidità siano gli incidenti stradali. Per non

dire poi della sanità e della scuola, del dissesto ambientale e idrogeologico, del patrimonio

edilizio e artistico, ecc.

Concetti come “declino irreversibile”, o addirittura “eutanasia demografica” dei piccoli

comuni, sono spesso impliciti nelle inadeguatezze e nel caos normativo (più di 45.000

leggi, contro le 5000 della Germania!), ma talora persino espressi apertamente, come nel

“Piano strategico nazionale per le Aree interne” varato nell’aprile scorso. Occorrono, al

contrario, in un’ottica di “proporzionalismo”, strumenti e incentivi per favorire una

ridistribuzione più equilibrata, così come della ricchezza e dei fattori economici, anche

della popolazione. Le aree “depresse” e abbandonate, se opportunamente valorizzate e

tutelate, possono restituire un rapporto con la natura e con valori umani autentici, offrendo

una qualità della vita migliore rispetto ai grandi centri congestionati e alle periferie

degradate. L’ “osso” desertificato e la “polpa” cementificata potrebbero tornare a una

nuova vita, più giusta e dignitosa.

A questo punto si obietta, di solito, che mancano le risorse, che la coperta è corta. Ma i

soldi ci sono, invece, per la follia del riarmo, per pagare vitalizi, pensioni d’oro e consentire

elusioni fiscali anche ai patrimoni multimiliardari.

Il fatto è che il problema è morale e culturale. Sarebbe necessario un generale

ripensamento, una radicale inversione di rotta. Se possibile un nuovo Rinascimento, di cui

il nostro Paese potrebbe farsi promotore dopo aver dato tanti cattivi esempi, dalla

Controriforma fino al ventennio fascista e a quello berlusconiano. Bisogna uscire dai

paraocchi del pensiero unico, dai riflessi condizionati dell’ultimo mezzo secolo di

neoliberismo oligarchico e predatorio. Pensare in grande: per esempio, anche a uscire

dalla Nato, o da un’Europa di burocrati e banchieri, proponendo semmai una federazione

di Stati Uniti d’Europa. O meglio, della Terra, superando lo stato-nazione a favore di forme

più evolute di democrazia e fratellanza umana. Ispirarsi, perché no, ai messaggi di un

Gandhi e un Capitini, del Cassola che propugnava il disarmo unilaterale, del Capanna che

ipotizza un Parlamento mondiale, di Edgar Morin che a 104 anni continua a parlare di

“patria terrestre”.

Insomma, non manca certo il materiale per altri futuri convegni, che sollecito gli amici

“spiriti liberi” a indire senz’altro.

Luigi Franco

PREFAZIONE alla collaborazione col sito Pedagogia Globale (Il “trilocale”) di Luigi Franco

Collaborazione a PG presentazione di Luigi Franco del 11 Marzo 25

PREFAZIONE alla collaborazione col sito Pedagogia Globale (Il “trilocale”) di Luigi Franco

Il dottor Gianni Rinaudo, a cui mi lega un’amicizia che data da oltre mezzo secolo, mi ha
cortesemente invitato a partecipare, in veste di collaboratore esterno e indipendente, al sito
Pedagogia Globale. Ho accettato d’istinto, pur conoscendo la vastità dei miei limiti, a patto di
riservarmi un margine di indipendenza e libertà.
Personalmente infatti, pur avendo fatto per quarant’anni l’educatore per disabili in varie strutture e
servizi pubblici, di pedagogia mi intendo poco, come del resto di ogni altra cosa. Ho l’impressione,
anzi, che più aumenta l’isola del sapere più si allunghi il suo litorale e i territori da esplorare,
emergenti dall’immenso oceano dell’ignoto. Ma chissà che il punto di forza non sia proprio in
questa debolezza, nella consapevolezza di una ignoranza disponibile a una formazione
permanente, all’ apprendimento e al confronto costante con gli altri.  La filosofia sottesa è sempre
quella del so di non sapere socratico, una maieutica che cerca, più che risposte – ulteriori e
migliori domande.
Penso che la pedagogia in senso lato, estesa dall’ambito prettamente didattico e scolastico al
mondo adulto, diventi globale in quanto “agorà” di dialogo civile, dibattito democratico, educazione
perenne e reciproca. Possiamo tentare di essere “pedagoghi” a vicenda, scambiandoci le rispettive
esperienze e competenze, per muoverci nelle tre direzioni indicate dalla pedagogia “tricerebrale”:
ragionare, sentire, agire.
Confesso di avere in genere privilegiato le prime due attività, a scapito della terza, a differenza
dell’amico Gianni-Egido, al quale va la mia ammirazione per aver saputo unire, all’impegno umano
e professionale, anche quello civile e sociale. Restano comunque più che mai importanti il
ragionamento, come studio, dibattito e sviluppo delle capacità critiche e analitiche, e il sentimento,
come attitudine olistica-globale alla com-prensione e alla sensibilità empatica.
Come dicevo, non posso vantare particolari competenze, ma solo un dilettantismo e una curiosità
insaziabile. Ritengo di avere più da imparare che da insegnare, in ogni campo, ovvero in quella che
una volta si chiamava cultura, ma non gode più di buona fama né buona salute oggi, in tempi di
deprimente analfabetismo di ritorno, populismi e nazionalismi rampanti, fake news artificiali e
stupidità naturale dilagante da tutti gli schermi.
La mia produzione intellettuale ( cfr. alcuni esempi già presenti sul sito, sui quali potrò in seguito
ritornare per chiarimenti e approfondimenti), a parte qualche timido abbozzo creativo, è di tipo
compilativo e limitata a sporadici contributi a testate giornalistiche locali ( in particolare La
Chiacchiera, bimestrale della Pro Loco di Corneliano). Per il resto, ho passato gran parte della vita
da topo di biblioteca; a leggere non i best seller di consumo, ma classici, buona letteratura ( sempre
troppo poca, ahimè) e soprattutto saggistica, dalla divulgazione scientifica a quella filosofica,
artistica, socio-storico-politica, ecc.
Per tanti decenni mi sono aggirato smarrito tra scaffali ed emeroteche, compulsando tomi
ed enciclopedie, inseguendo tra le vertiginose corsie della Classificazione Dewey un‘
impossibile sistematicità ed esaustività: il sogno dell’autodidatta della Nausea di Sartre, o
quello del “matto” di Lee Masters. E leggendo, sottolineavo, trascrivevo, ricopiavo. Con la
farina di sacchi altrui, sono andato accumulando un notevole archivio di estratti e florilegi,
annotazioni e citazioni, il tutto lasciato ai topi del solaio o ad ammuffire negli hard disk.
Ma ora che il tempo stringe e capisco che non si potrà mai svuotare il mare con un
cucchiaio, più che di leggere, ormai è tempo di ri-leggere, riordinare, salvare il salvabile. E,
se possibile, condividere. Dopo i milioni di pagine lette e le migliaia trascritte da paziente
amanuense, è il momento di restituirne almeno una piccola parte, sia pur selezionata con gusti e
criteri totalmente soggettivi.

Lo spazio da me curato su Pedagogia globale potrebbe dunque consistere in rubriche dedicate ai
libri, o meglio ad arbitrarie antologie di citazioni, corredate qua e là di osservazioni
personali, note a margine e commenti estemporanei. Come titolo, provvisoriamente avrei
pensato a Diario di un lettore bulimico, o, più esplicitamente, Il lettore impazzito. Ma i titoli
potrebbero essere più di uno, poiché l’idea è quella di un “trilocale”, articolato nelle
seguenti tre sezioni o “vani”:
Stanza 1: “ ABELF”; Stanza 2 “Pedagogia e Futuro”; Stanza 3: “Arti e varie nostalgie”.
Tali sezioni, per le quali rimando alle rispettive introduzioni, tentano di organizzare con un
minimo di ordine le diverse tematiche, o di limitarne il caos, ben sapendo che ogni ordine è
chimerico e continue saranno le contaminazioni e connessioni. “Abelf” raccoglierà le “Antologie
Babeliche-Eretiche” di Luigi Franco dedicate soprattutto alla filosofia e alla scienza; “P&F”
(Pedagogia e Futuro)” si occuperà delle generazioni giovani e di quelle future, quindi
essenzialmente di politica e di psicologia/affettività; nelle “Arti varie” entrerà tutto il resto, de omne
scibile, ma in particolare narrativa e poesia… Un ulteriore vano dell’ “alloggio” potrebbe chiamarsi
“La bellezza salverà il mondo” e ospitare esempi di arti figurative, foto, web art, ecc.

Buon viaggio a tutti noi. Sarò lieto di ricevere suggerimenti critiche e commenti, all’indirizzo
e-mail:

luigiqhoelet@gmail.com .

Luigi Franco

Corneliano d’ Alba, 11 Marzo 2025